A Genova teniamo a bada quelli che si sentono grandi

settembre 3, 2017 § Lascia un commento

Come si misura l’altezza sul livello del mare? Come possiamo dire che il monte Bianco è alto 4.808,73 metri? Per tutta l’Italia continentale si parte da uno strumento che si trova a Genova. L’altezza sul livello del mare è determinata dal mareografo di Ponte Morosini dove la stazione mareometrica è stata spostata nel 1910. Le misurazioni…

via Come si misura l’altitudine di monti e città d’Italia? Tutto parte da uno strumento che si trova a Genova — GenovaQuotidiana

Annunci

L’ansia di Elisa

agosto 30, 2017 § 2 commenti

Risultati immagini per vista dall'alto

 

Questa volta è diverso, non ho più i capelli raccolti in una lunga treccia nera, ne ho il mio zaino rosso in spalla … è un altro tipo di viaggio.

Lasciata la mia piccola Viareggio, lasciata la mia amata Roma eccomi seduta accanto al finestrino dell’aereo cercando di scoprire con lo sguardo, le terre che si intravedono sotto una mare fantastico di nuvole, tra poco scenderò a Dubai.

Non ho lo zaino, non ho 30 anni, ma mi sento in trepidazione quasi ne avessi 20 …

Mi torna in mente un vecchio film con Sordi e la Cardinale .

Una volta si scrivevano lettere appassionate che arrivavano fino in Australia e poi c’erano le foto tessera, e poi c’era l’ incontro … adesso c’è il web con la sua faccia intrigante.

…e se non ti piacessi? Lo sai che ho “gli occhi a palla, il naso a ciabatta e le gambe a merlo” come diceva il mio ex marito?

…e se non ti piacessi? Lo sai che sullo space le mie foto sono modificate con un programmino e risulto molto meglio di quello che sono in realtà?

…e se non ti piacessi? Lo sai che non so nuotare? 

e se non ti piacessi … resterebbe la stima, la simpatia e il piacere di bere insieme un buon caffè …

Non sono affatto tranquilla, quando mi passo la mano tra i capelli è brutto segno … ma poi mi rassereno … ho trovato la chiave: essere soltanto me stessa.

E’ il momento di allacciarsi le cinture, l’aereo inizia le manovre per l’atterraggio … tra poco ti vedrò, ne sono felice … e tu  mi sorriderai …

Forse è solo una fuga ma non dal mio ex ma da me stessa e dalla mia vita

Elisa

Foto da web

 

Zena

agosto 25, 2017 § 9 commenti

Storia di una Croce, di una bandiera…

 

croce

 

“La Croce di San Giorgio, la bandiera di Genova”.
di un Re, di un viaggio… di un Vessillo, il VESSILLO.

Già nel ‘700 d. C. era presente in città una guarnigione di soldati bizantini che aveva il compito di mantenere le coste libere da scorrerie piratesco musulmane.
Erano così ben integrati e accetti nel tessuto sociale cittadino che, quando portavano in processione lo stendardo del loro Santo (S.Giorgio) nell’omonima Chiesa, a loro si univa spontaneamente la popolazione.
Venerati, quindi da tempi remoti, S. Giorgio e la sua Croce, divennero, dopo le imprese dell’ Embriaco nel 1099 simbolo della nascente Repubblica.
“Il Gonfalone di San Giorgio”
Nel 1190 Riccardo Cuor di Leone, sovrano d’Inghilterra, chiese ai genovesi navi, marinai, ammiragli e scorte per trasportare il suo esercito a Gerusalemme.
Durante la traversata si accorse che musulmani, turchi, spagnoli, francesi, portoghesi se ne stavano ben alla larga.
Incuriosito ne chiese il motivo all’Ammiraglio comandante della spedizione, il quale rispose: “Vede Vostra Maestà, indicando la Croce di S. Giorgio, tutti sanno che chi osa attaccar battaglia contro un legno difeso da questa insegna, incorrerà in morte certa” (il corpo dei Balestrieri, di cui erano dotate le galee genovesi, incuteva infatti rispetto e terrore in tutti i mari).
Il Re chiese allora, versando un canone annuale, di poter battere nel Mediterraneo e nel Mar Nero la bandiera genovese, in modo che nessuno osasse attaccar briga.
Dopo un paio di secoli, a seguito dei buoni rapporti instauratisi, i genovesi regalarono agli inglesi l’uso della bandiera che, ancora oggi è simbolo dell’Inghilterra, di Londra e della Marina Militare britannica.
Questa è storia poi la leggenda narra che agli inglesi, i genovesi abbiano venduto anche le spoglie del Santo (un Moro imbalsamato vestito da crociato) e addirittura il Drago (un gigantesco coccodrillo del Nilo, animale che in Europa pochi conoscevano, anch’esso imbalsamato).
Come detto in altre occasioni il Vessillo di S. Giorgio, veniva consegnato, dopo solenne processione e cerimonia al Capitano della Galea Ammiraglia (per poter issare la bandiera dovevano salpare minimo cinque navi in assetto da guerra con a bordo almeno venti balestrieri) al grido di: “PE ZENA E PE SAN ZORZO”, con l’impegno di onorarlo in battaglia e di riportarlo a casa, a qualunque costo.

Nonostante le sconfitte, a volte subite in 500 anni di guerre, il VESSILLO è sempre tornato sano e salvo.

Psycho

agosto 3, 2017 § 3 commenti

 

39b1b823871ce694e3ae97921987fd9f

Non ti ho più visto dietro ai vetri

Non ti ho più visto dal fornaio con la testa china e gli occhi persi nel vuoto

Per anni ti ho salutato senza aspettare risposta …poi ho smesso

dove sarai finito…

Vaccini: vi stanno prendendo per il culo.

agosto 2, 2017 § Lascia un commento

non si sevizia un paperino

collodipapero

La settimana scorsa ci sono stati diversi commenti un po’ pepati perché, in un articolo che parlava di tutt’altro, abbiamo citato la questione vaccini. Se posti la parola “vaccino” su Facebook, non importa se inserita in un contenuto che verte su altri argomenti, scatenerai orde di commentatori monotematici, un po’ come se parli di veganesimo, se auguri “buon natale” sul gruppo Facebook dell’UAAR o se posti il nuovo logo della Juventus.

View original post 2.213 altre parole

Clamoroso! Red Ronnie scopre l’antidoto al ritardo mentale!

agosto 2, 2017 § Lascia un commento

non si sevizia un paperino

anovantagradi

…Sparandosi in faccia.

No, non è vero, per fortuna* Red Ronnie è ancora vivo. E poi, no, proprio non esiste, un vaccino contro l’idiozia. Si potrebbero limitare i danni studiando, ma ce lo vedete Red Ronnie che studia? L’ultimo libro che ha aperto era un libro da colorare sulle scie chimiche. Il problema, ovviamente, non è Red Ronnie. Né la Brigliadori, voglio dire, che credibilità può avere una che per curarsi beve il proprio piscio? No, il problema non sono un DJ ormai in declino e una ex-showgirl fulminata, il problema è Virus, la trasmissione, e la sua redazione.

View original post 558 altre parole

Ma cosa sono i Dentrobatidi

luglio 31, 2017 § 5 commenti

Una voce circolava tra i laboratori: la direzione stava cercando persone per una missione strategica, e qualcuno tra i miei colleghi pensava di offrirsi volontario per guadagnare dei punti.
Sarebbe stato meglio se ce la fossimo giocata alla pagliuzza più corta, invece il Dott. Gianti mi chiamò nel suo ufficio super tecnologico con quella scrivania che praticamente è lo schermo di un megaPC. Mi aveva blandito con le solite menate: “Uno solerte come lei, preparato, puntiglioso e preciso” e intanto armeggiava strisciando le dita sulla scrivania dove apparivano immagini di foreste, di fiumi, baracche e barche.
“Il target è questo, bisogna eseguire una accurata ricerca sui Dentrobatidi, bisogna studiarne le tossine e la loro applicazione nel nuovo farmaco Calmix”.
“Scusi io credevo che il Calmix fosse pronto per la commercializzazione, non che fosse in fase di elaborazione”.
“Abbiamo avuto dei problemi sui test e effetti collaterali poco piacevoli”.
“Bene, posso mettermi al lavoro immediatamente se mi procurate il materiale necessario”.
“Appunto, lei si metterà al lavoro da questo momento, il materiale bisogna procurarselo e precisamente sarà lei a provvedere e questo materiale si trova in Amazzonia. Buongiorno”.
Uscii dall’ufficio con la mente in pieno subbuglio: io sono un ricercatore da laboratorio, la mia arma è il microscopio, le mie munizioni sono le provette e il mio lanciafiamme è il beccobunsen.
Poi, tra l’altro, che cosa sono i dentrobatidi? A quello potevo rimediare velocemente, una ricerca su Google e sicuramente le informazioni sarebbero fluite.

Sono ancora intento a guardare quella specie di rana gialla e nera e a leggere che era ricca di tossine che gli indigeni estraevano per fare il veleno in cui intingere le frecce, quando la segretaria mi comunica che ha già i biglietti aerei per Manaus e che il volo è alle 22,00 di quel giorno. Milano-Lisbona-SanPaolo-Manaus, come bere un bicchier d’acqua. L’unico volo che avevo fatto prima di allora era un Milano-Catania solo andata – il ritorno lo avevo fatto in treno perché avevo sofferto il mal d’aria ma questo era lavoro e non potevo dire di no. Butto qualche vestito in una borsa, non so neanche cosa portarmi e come vestirmi, ma per quanto riguarda la tecnologia ho le idee chiare, telefonino, I-pad, Pc portatile, macchina fotografica, analizzatore di spettro, microscopio laser, tre led ad alta efficienza, tutti i carica batteria necessari e una riserva di energia. La borsa non basta e allora trasferisco tutto in uno zaino da trekking. Devo sbrigarmi per arrivare in tempo all’aeroporto e devo passare in farmacia per far scorta di medicinali essenziali ed aggiungere a quelli il Travelgum. Lo zaino pesa un accidente e riempio di medicine le tasche laterali sotto lo sguardo attonito della farmacista che sbotta “Ma dove va? In Amazzonia?” Ma è così evidente?, mi chiedo.
Come un ebete arrivo in aeroporto e mi fanno un sacco di menate perché lo zaino è fuori misura, ma finalmente mi imbarco e a ogni scalo è la stessa ma ormai sono travelgum-dipendente. Dopo due giorni arrivo a Manaus, il caldo mi dà una mazzata che credo di morire, respirare è una fatica, l’aria sembra liquida. Vado in albergo che puzzo come una carogna, esco dalla doccia e praticamente svengo sul letto. La mattina vengo svegliato dalla donna delle pulizie, è tardi e non faccio più in tempo per la colazione. Improvvisamente mi ricordo che sono due giorni che non mangio. Scendo nella hall con la fotografia della rana maledetta e mi indicano un posto al porto fluviale dicendomi che c’è un tipo che mi può aiutare. Dopo aver mangiato esco dall’hotel e il caldo mi assale, trovo la persona indicatami e la sua barca, ma nessuno dei due mi dà fiducia. Non ho scelte, prendo il mio zaino e via verso l’ignoto. Dopo quattro ore di navigazione e una buona dose di Travelgum arriviamo in un villaggio sul fiume. La mia base per le ricerche e per la notte. Mi sistemano in una baracca con un pagliericcio come letto. Naturalmente qui la civiltà non è ancora arrivata, non c’è energia elettrica e perciò al buio tutti a nanna. Verifico le mie attrezzature e le batterie non sono proprio al 100% ma non mi preoccupo. Provo a collegarmi ma naturalmente niente. La mattina si parte alla ricerca di Dentrobatidi, la giungla ci avvolge, le zanzare banchettano con il mio sangue e mi trasfigurano, ogni mia parte esposta viene attaccata e naturalmente tra le medicine varie non ci sta un repellente. Dopo tre ore di cammino sono disfatto ma di quella maledetta rana gialla neanche l’ombra. Le gambe incominciano a cedere e cado nel fango più volte, poi cado nell’acqua, lo zaino mi tira a fondo, la mia guida mi tira all’asciutto e mi ricorda che possono esserci i piranha. Guardo sconsolato le mie attrezzature, tutta la mia tecnologia avanzata distrutta da una misera pozza d’acqua. Ritorniamo al villaggio e sono in condizioni disperate, sono incrostato di fango, la mia pelle è una grattugia e il prurito non mi dà tregua. Cerco di lavarmi con circospezione, il pensiero dei piranha non mi abbandona. Il giorno dopo ritorniamo a Manaus e medito sulla mia disfatta. Non ho risolto nulla e ho buttato via un sacco di soldi di attrezzature. Mentre mi avvio verso il mio hotel leggo un cartello “ Laboratorio di analisi”; colto da un lampo di lucidità entro e chiedo lumi su quella maledetta rana gialla. La risposta è traumatica: “Signore se ci scriveva una mail le avremmo inviato le tossine già estratte con pagamento in contrassegno”.
Svolgo tutte le pratiche e faccio inviare tutto in laboratorio. Almeno la parte lavorativa è risolta. “Cazzo se ci avessi pensato prima mi sarei risparmiato tutto sto casino”.
In hotel verifico il contenuto del mio zaino, sembra tutto distrutto, forse solo il telefonino dà qualche segno di vita. Improvvisamente la suoneria inizia a squillare e le note dell’inno alla gioia si diffondono nella stanza, rispondo con trepidazione: “Pronto”.
“Buongiorno sono Luisa e la chiamo per conto di Vodafone…”.
“Ma vafff”.

@OneElpis

#OneElpis 🔘 The New Young Society & InterCulture Website Magazine

Il Cassetto nel Cassetto

Un Mondo di Parole

le storie di walter

Aprite, e leggetene tutti: questo è il frutto del mio pensiero scritto per voi e per tutti. Fate questo in memoria di me. 😉

3... 2... 1... Clic!

E’ un’illusione che le foto si facciano con la macchina… si fanno con gli occhi, con il cuore, con la testa. (Henri Cartier-Bresson)

La Taberna Simposiale

La scrittura ti appassiona? Scrivilo con noi!

Mutazioni del Silenzio

...perché il Sogno si può camminare, danzando parole sul foglio,si può cantare, danzando l'anima sul respiro...Ma alla fine il Sogno è soprattutto Visione.

GenovaQuotidiana

Cronaca, notizie, storia, cultura, arte, spettacoli, turismo, cucina, tempo libero, informazioni

Sergio M. Ottaiano

Scrittore indipendente

cambiopasso

“Quando soffia il vento del cambiamento, alcuni costruiscono dei ripari ed altri costruiscono dei mulini a vento.”

ROA

RIVISTA ONLINE D'AVANGUARDIA

lemieemozioniinimmaginieparole

IL SENSO DELLA VITA … DARE UN SENSO ALLA VITA

adesempiopartire

risposta singola a domande multiple

Viaggiando con Bea

E' bello raccontarvi dei miei viaggi e dei miei esperimenti tra i fornelli

Parole in Armonia

Qualunque cosa tu faccia, falla col cuore

Chiara Scattina

Osa cambiare, cerca nuove strade

Yet another fridge magnet

by Sara Caulfield

Günther Pariboni

Curioso di vocazione. Rompiscatole per passione. Comunicatore per hobby.

Fiore di corallo bianco

Cosa succede quando Amore e Morte si abbracciano?

Arte&Cultura

Arte, cultura, beni culturali, ... e non solo.

Menti Vagabonde

E' bello scrivere perché riunisce le due gioie: parlare da solo e parlare a una folla - (C. Pavese)

la bloggastorie

Io metto una lente di fronte al mio cuore per farlo vedere alla gente (Aldo Palazzeschi)

un paio di uova fritte

il meglio e il peggio della nostra cultura

gatt(A) randagi(A)

(non tutte le streghe sono state bruciate!)

Vincenza63's Blog

Conoscersi e parlarsi è un dono

susabiblog

Mi piace tramutare in parole e immagini i miei sogni

Laura Parise

Come le onde del mare... un moto perpetuo... perché la vita è un libro pieno di pagine bianche...

ilcavalloditroia

“Se avessi sempre la risposta a tutto, insegnerei teologia a Parigi”

Sorridi, sii grato e AMA!

"L'unica cosa che ti rende infelice sono i tuoi pensieri. Cambiali!"

I Have a Little Dream

"If you can dream it, you can do it" Walt Disney

BAGAGLIOaMANO

Viaggi senza tempo

☆ Pensieri Sparsi di una Psicopatica ☆

●○•°La mia mente è un turbinio di parole sparse che cercano un senso°•○●

I Viali Dell'Anima - Pensieri Indaco

In Una Realtà Invisibile

Soffio di respiri

Viola, 23 anni, studentessa, incosciente, innocente. Bovarista deleteria. Racconto di me, chi sono, cosa penso, sbaglio e rattoppo!

_A_piedi_scalzi_

qui dentro, sei molto più eloquente

LA PAGINA DI NONNATUTTUA

La strada giusta è quel sentiero che parte dal Cuore e arriva ovunque

lepoesie

tuttomio (e non solo)

Comesecifossi

negozio di parole

nondefinitivo

Under Construction

La Mela sBacata

qualche spicchio di me: pensieri caotici in ordine sparso

Lady Nadia

Racconti, poesie e molto altro ancora ...

125ml

dose giornaliera consigliata