A proposito di piedi

gennaio 29, 2018 § Lascia un commento

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La luce tremolante della candela rendeva l’atmosfera dolce e allo stesso tempo maliziosa. Lei era stesa sul divano con le caviglie appoggiate al bracciolo. Guardava distrattamente il lume acceso. Lui si avvicinò con le tazze in mano contenenti caffè fumante. I loro sguardi si toccarono per un istante, intensissimo. Gli occhi neri di lui si posarono in estasi sulla bellezza della linea dei suoi piedi nudi accavallati uno all’altro. Erano piccoli, incastonati su caviglie sottili con malleoli pronunciati e un tendine tagliente come una lama. Avevano proporzioni perfette rispetto alla sua statura, la forma arcuata mostrava le pieghe della soffice carne della pianta, gli alluci leggermente più corti del secondo dito costituivano un dettaglio non indifferente perché un piede venga universalmente considerato un bel piede, come aveva potuto più volte ammirare sui libri di scuola nelle raffigurazioni pittoriche e scultoree del classicismo mitologico. La pelle dei piedi era morbida e liscia, un dono di natura, sul dorso aveva vene appena accennate che lui adorava sfiorare con le labbra per poterne percepire il rilievo. Le unghie, curate e smaltate di una nuance naturale, riflettevano la luce in modo così sexy… Per non parlare di quanto lo eccitava quella lunetta più chiara che faceva tanto french style! Il suo pensiero volò all’ultimo acquisto che avevano fatto insieme, si era seduto a terra davanti a lei e le aveva fatto indossare i sandali incurante della commessa e degli altri clienti del negozio. Visti da sotto, i polpastrelli tondi e carnosi delle cinque dita erano allineati in ordine come una fila di denti… Senza soluzione di continuità si ritrovò dai pensieri all’azione. Con la lingua aveva già iniziato l’esplorazione dell’estremità arrotondata delle dita gustose. Lei sentì il calore di lui insinuarsi tra un dito e l’altro inumidendone l’incavo, una sensazione avvolgente tanto da sentire una scossa all’inguine. Dalle dita passò a dei piccoli morsetti rivolti alla pianta, lato esterno, piede destro, morbido come quello di un bimbo. Assaggiava i suoi piedi come si gusta un pezzetto di cioccolato fondente, con gradualità, con passione. Tornò alle dita concentrandosi sull’alluce, accogliendolo in bocca e scaldandolo con tutta l’intensità di cui era capace. Prese entrambi i piedi in mano e se li mise sulle guance come fossero le mani di lei, come avesse bisogno di una carezza. Chiuse gli occhi e restò così per qualche secondo. Quando li riaprì lei notò quello scintillio che conosceva bene. Sapeva che sarebbe potuto andare avanti per ore ad occuparsi di “loro”. Rigirò i piedi da ogni lato, saggiandone la differente morbidezza, percorrendone ogni curva alternando il tocco del dito indice con la lingua, sfiorandone ogni centimetro di pelle con la pelle del viso, soffermando lo sguardo su ogni chiaroscuro formato da pieghe della pelle, unghie, vene e ossa in movimento sottopelle.  Da entrambi era vissuto come un vero e completo atto sessuale, perfettamente sostituibile alla penetrazione, dava loro una sensazione così forte di intimità e di complicità difficilmente comprensibile ad un occhio comune. Le sue previsioni si rivelarono realistiche, 90 minuti di puro piacere carnale, senza i due tempi ma molto più appagante di una partita a calcio!

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Senza te..

dicembre 11, 2017 § 4 commenti

luna

Niente è più come era

la luce non brilla

i colori hanno perso lo smalto

tutto è soffuso

E’ quella nebbia

a ottenebrare il senno

voci mai sopite

che rombano nelle orecchie

è un vagito di stella nomade

che s’appresta al canto

questa cometa di pensieri

vagabonda nel cosmo

 

Rimetterò a posto le stelle

che avevo colto per te

non è bello vivere

sotto un cielo spoglio.

 

Cercherò di vivere

senza te e ….

l’illusione di te

 

Un giorno in più

ottobre 12, 2017 § 1 Commento

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Contornato da muri di silenzio

ingoiata la nota più alta

digerita dopo pasti frugali.

Peripezie notturne registrate

da specchi curiosi

incavate in trapezi di spezie.

Corpi sudati umidicci

si guardano come puerili capricci

impregnati di follie proibite.

Gli animi stanchi

annodati dal magma incandescente

dopo l’impresa reciproca

danno sollievo a polmoni sfiatati

dai ritmi baldanzosi.

Ti rimiro quasi inebriato

dall’acro odore del sudore,

sento il tuo calore,

giacciamo come pupazzi

che non fanno ombra

che si scioglieranno a primavera.

Il silenzio rotto da voci roche,

occhi che aspettano

la rosea luce dell’aurora

in un alba che corona

un nuovo giorno in più

che nel volgere di un minuto

si somma a quelli già passati.

A Genova teniamo a bada quelli che si sentono grandi

settembre 3, 2017 § Lascia un commento

Come si misura l’altezza sul livello del mare? Come possiamo dire che il monte Bianco è alto 4.808,73 metri? Per tutta l’Italia continentale si parte da uno strumento che si trova a Genova. L’altezza sul livello del mare è determinata dal mareografo di Ponte Morosini dove la stazione mareometrica è stata spostata nel 1910. Le misurazioni…

via Come si misura l’altitudine di monti e città d’Italia? Tutto parte da uno strumento che si trova a Genova — GenovaQuotidiana

L’ansia di Elisa

agosto 30, 2017 § 2 commenti

Risultati immagini per vista dall'alto

 

Questa volta è diverso, non ho più i capelli raccolti in una lunga treccia nera, ne ho il mio zaino rosso in spalla … è un altro tipo di viaggio.

Lasciata la mia piccola Viareggio, lasciata la mia amata Roma eccomi seduta accanto al finestrino dell’aereo cercando di scoprire con lo sguardo, le terre che si intravedono sotto una mare fantastico di nuvole, tra poco scenderò a Dubai.

Non ho lo zaino, non ho 30 anni, ma mi sento in trepidazione quasi ne avessi 20 …

Mi torna in mente un vecchio film con Sordi e la Cardinale .

Una volta si scrivevano lettere appassionate che arrivavano fino in Australia e poi c’erano le foto tessera, e poi c’era l’ incontro … adesso c’è il web con la sua faccia intrigante.

…e se non ti piacessi? Lo sai che ho “gli occhi a palla, il naso a ciabatta e le gambe a merlo” come diceva il mio ex marito?

…e se non ti piacessi? Lo sai che sullo space le mie foto sono modificate con un programmino e risulto molto meglio di quello che sono in realtà?

…e se non ti piacessi? Lo sai che non so nuotare? 

e se non ti piacessi … resterebbe la stima, la simpatia e il piacere di bere insieme un buon caffè …

Non sono affatto tranquilla, quando mi passo la mano tra i capelli è brutto segno … ma poi mi rassereno … ho trovato la chiave: essere soltanto me stessa.

E’ il momento di allacciarsi le cinture, l’aereo inizia le manovre per l’atterraggio … tra poco ti vedrò, ne sono felice … e tu  mi sorriderai …

Forse è solo una fuga ma non dal mio ex ma da me stessa e dalla mia vita

Elisa

Foto da web

 

Zena

agosto 25, 2017 § 9 commenti

Storia di una Croce, di una bandiera…

 

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“La Croce di San Giorgio, la bandiera di Genova”.
di un Re, di un viaggio… di un Vessillo, il VESSILLO.

Già nel ‘700 d. C. era presente in città una guarnigione di soldati bizantini che aveva il compito di mantenere le coste libere da scorrerie piratesco musulmane.
Erano così ben integrati e accetti nel tessuto sociale cittadino che, quando portavano in processione lo stendardo del loro Santo (S.Giorgio) nell’omonima Chiesa, a loro si univa spontaneamente la popolazione.
Venerati, quindi da tempi remoti, S. Giorgio e la sua Croce, divennero, dopo le imprese dell’ Embriaco nel 1099 simbolo della nascente Repubblica.
“Il Gonfalone di San Giorgio”
Nel 1190 Riccardo Cuor di Leone, sovrano d’Inghilterra, chiese ai genovesi navi, marinai, ammiragli e scorte per trasportare il suo esercito a Gerusalemme.
Durante la traversata si accorse che musulmani, turchi, spagnoli, francesi, portoghesi se ne stavano ben alla larga.
Incuriosito ne chiese il motivo all’Ammiraglio comandante della spedizione, il quale rispose: “Vede Vostra Maestà, indicando la Croce di S. Giorgio, tutti sanno che chi osa attaccar battaglia contro un legno difeso da questa insegna, incorrerà in morte certa” (il corpo dei Balestrieri, di cui erano dotate le galee genovesi, incuteva infatti rispetto e terrore in tutti i mari).
Il Re chiese allora, versando un canone annuale, di poter battere nel Mediterraneo e nel Mar Nero la bandiera genovese, in modo che nessuno osasse attaccar briga.
Dopo un paio di secoli, a seguito dei buoni rapporti instauratisi, i genovesi regalarono agli inglesi l’uso della bandiera che, ancora oggi è simbolo dell’Inghilterra, di Londra e della Marina Militare britannica.
Questa è storia poi la leggenda narra che agli inglesi, i genovesi abbiano venduto anche le spoglie del Santo (un Moro imbalsamato vestito da crociato) e addirittura il Drago (un gigantesco coccodrillo del Nilo, animale che in Europa pochi conoscevano, anch’esso imbalsamato).
Come detto in altre occasioni il Vessillo di S. Giorgio, veniva consegnato, dopo solenne processione e cerimonia al Capitano della Galea Ammiraglia (per poter issare la bandiera dovevano salpare minimo cinque navi in assetto da guerra con a bordo almeno venti balestrieri) al grido di: “PE ZENA E PE SAN ZORZO”, con l’impegno di onorarlo in battaglia e di riportarlo a casa, a qualunque costo.

Nonostante le sconfitte, a volte subite in 500 anni di guerre, il VESSILLO è sempre tornato sano e salvo.

Psycho

agosto 3, 2017 § 3 commenti

 

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Non ti ho più visto dietro ai vetri

Non ti ho più visto dal fornaio con la testa china e gli occhi persi nel vuoto

Per anni ti ho salutato senza aspettare risposta …poi ho smesso

dove sarai finito…

Bhutadarma

Nothing is impossible (at least that does not violate the laws of physics). When you can..violate the laws of physics!

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