Thai 3

marzo 22, 2012 § 10 commenti

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Niente avventure ma solo uno spaccato di vita.

A “Bang-Sapan” ,questo è il nome di questo paese che si è trovato sbalzato in un altro mondo con la costruzione di questo laminatoio, c’è un altro locale dove ci incontravamo la sera lo chiamavamo la ruota per il semplice fatto che davanti all’ingresso faceva bella mostra una ruota da carro di legno di grande diametro ed era verniciata in bianco e rosso , non so per quale motivo si era scelto questo locale che non era diverso da altri  o perlomeno adesso lo era diverso….. perché era il locale dei “Farang” .In questo locale vi era una fauna di assidui frequentatori piuttosto varia  e come prima cosa ho dovuto imparare quali erano i travestiti dato che alcuni a prima vista erano irriconoscibili a parte uno che era talmente evidente che non lasciava dubbi ma mi stupivo di tanta evidenza ,forse era una reazione visto che non poteva nasconderlo lo metteva in evidenza . Aveva una testa di capelli rossi così rossi che non si riusciva a guardarli , il viso aveva i tratti squadrati ,naso schiacciato  occhi distanti e mascella forte ,aveva sempre una profonda scollatura su un seno palesemente finto ….le spalle erano squadrate e le gambe muscolose….insomma non aveva niente di una donna se non il cervello… però era simpatico sempre pronto a ridere e a fare battute ed era considerato l’insegna del locale …ogni tanto si innamorava e ci raccontava le sue pene.

In questo locale tutte le sere c’era spettacolo e più che altro erano cantanti di ogni genere anche di musica alternativa ma la base erano ragazze che si esibivano per raccogliere “Malais” e per sedere al tavolo degli avventori nella speranza di ingaggi notturni, tra queste ce ne era una che era di una magrezza impressionante era alta e secca come un giunco e di un pallore mortale  e non raccoglieva mai niente  ,i lineamenti del viso erano fini ma troppo ossuti aveva un sorriso dolce  e  lo dispensava senza trovare apprezzamento aveva una voce esile come lei e noi avevamo preso il giro di offrirgli una ciotola di riso ed altri cibi perché era in corso una scommessa e volevamo vedere se riuscivamo a farla ingrassare un po’……..nessuno ha vinto la scommessa ..dopo qualche mese non l’abbiamo più vista e ci hanno detto che era morta …forse anoressia o qualcosa d’altro….non aveva 20anni…….. forse siamo un po’ cattivi o passiamo sopra alle sofferenze degli altri senza chiederci se possiamo alleviarle.

Insieme a questa ciurma variegata vi era un altro elemento che spiccava ed era Giuliet,  una sangue misto ne bella ne brutta che faceva del suo seno preponderante la sua arma di seduzione dato che le locali non ne hanno proprio e lei lo metteva in evidenza in tutti i modi. Parlava un ottimo francese  e mi ha spiegato che sua madre era francese ed era venuta lì in cerca di lavoro e si era sistemata e aveva trovato marito. La verità probabilmente era un’altra…. sua madre era venuta perchè fine anni sessanta e primi settanta la Thailandia era la terra di riposo dei militari Americani di stanza in Wietnam  e non tutti gradivano le forme orientali perciò la scelta era varia e tutte si davano da fare per soddisfare le richieste de mercato. Poi nel 73 il ritiro delle truppe pose fine a questo commercio ma molte restarono …e si accasarono con proprietari di locali o altro …ora lei non trovando altre alternative ripercorreva le orme della madre  con chissà quali altri illusioni. Era molto simpatica e con un sorriso aperto ma i lineamenti non erano regolari anche se le forme del corpo erano proporzionate .Un giorno le chiesi se poteva accompagnarmi a visitare il tempio che si trovava all’estremità del promontorio. Lei mi ha guardato in maniera strana ..ha esitato qualche secondo e poi ha accettato con una espressione che poi ho cercato di analizzare. Sono passato a prenderla in macchina e lo trovata vestita in jeans con una camicetta semplice ed era più attraente che con i soliti vestiti sgargianti ,è salita ed era allegra e mi ha raccontato la sua vita in quattro parole: era stata trascinata da un locale all’altro da una madre che non poteva far altro che cercare di prolungare la sua stagione poi si era fermata in un villaggio sulla costa ..lei aveva finito di crescere lì finché non si era sentita stretta e aveva scelto quella vita sicura che un giorno ce l’avrebbe fatta a sfondare .

Nel frattempo io guidavo su una strada sterrata che segue la costa tra la spiaggia e le coltivazioni di palme da cocco interrotte da villaggi turistici dai nomi improbabili ,“Saint Tropez” o “Portofino” ma sembravano abbandonati ormai siamo nella stagione delle piogge e i monsoni ci investiranno con la loro forza e i turisti hanno cambiato mete. La strada è più lunga del previsto e dobbiamo  fare una deviazione per girare intorno ad un allevamento di gamberoni  che è formato da vari laghi che  a scalini scendono dalla collina verso il mare e in ogni  lago cambiano le dimensioni di questi crostacei fino a quello più in basso dove ci sono i più grossi. Dopo aver percorso una salita si arriva improvvisamente al tempio, la strada vi gira intorno e ritorna a scendere , posteggio dopo una sequela di negozietti che vendono tutti i souvenir più impensati e oggetti per il culto …la mia accompagnatrice si ferma in un negozietto e compera dei bastoncini di incenso e due scatolette di mortaretti …lei mi spiega che servono per le preghiere ed in effetti sento gli spari che vengono dall’alto…..saliamo le scalette per raggiungere il piazzale davanti al tempio.

Qui uno spettacolo imprevisto mi aspetta in mezzo al piazzale c’è una statua imponente, un Buddha sdraiato lungo 10mt coperto da un drappo arancione  ,è appoggiato su un braccio e guarda il mare con grandi occhi orientaleggianti ,ci faccio un giro intorno ed è veramente grande e colorato ,la ragazza mi spiega che qualcuno lo ha coperto con quel telo in segno di preghiera e che anche lei vorrebbe pregare. Ci avviciniamo ad un tempietto di quelli che sono tra la statua e il mare e lei accende due bastoncini di incenso e fa sparare una lista di mortaretti poi si accuccia davanti e si pone in preghiera ….poi mi chiede se voglio che lei preghi anche per me  io acconsento e lei da fiamma all’altra scatola di mortaretti. Entriamo nel tempio e qui l’atmosfera è speciale si sente come se l’aria suonasse e in lontananza il rumore degli spari faceva da sottofondo …alcuni bonzi erano in posizione di meditazione e la serenità che si vedeva sul loro volto era contagiosa ,Giuliet mi dice che sono fortunato perché c’è un sacerdote che da la benedizione e io penso che se bene non mi farà non mi farà certo male. Mi siedo sulle ginocchia e la pace del tempio mi entra nella mente , sarà un effetto collaterale ma la benedizione mi rilassa e il mio sguardo vaga e si ferma su delle vaschette che prima non avevo visto e dentro ci sono delle orecchie di maiale,  il muso e le estremità delle zampe ad una mia muta richiesta di spiegazioni Giuliet mi dice che chi macella il maiale porta queste parti al tempio in segno di buon augurio e che naturalmente fa parte della tradizione che i bonzi fanno voto di povertà e il cibo è una delle offerte più gradite. Una cosa mi lascia perplesso , in questo sito vi sono molte statue del Budda ma solo una è come lo intendiamo noi occidentali e cioè grasso mentre tutte le altre la sua figura è magra ed ascetica e la spiegazione è semplice : prima di diventare Dio è grasso poi l’illuminazione e l’ascetismo e il diventare Dio lo porta ad essere raffigurato magro e poi ci sono tutte le varie posizioni …con un piede avanti …con la testa leggermente piegata…tutte queste spiegazioni sono troppo per me e preferisco appoggiarmi alla ringhiera di questo luogo sacro che da su un panorama splendido . Da qui posso valutare l’estensione dell’allevamento di gamberi con il sole che sta scendendo che si riflette sugli specchi d’acqua brulicanti di vita ,proseguendo con lo sguardo seguo la costa e passo in rassegna i villaggi fino a giungere a dove abito e cerco di distinguere la mia casetta …poi arrivo fino al porticciolo …il mio sguardo oltrepassa il promontorio e si ferma su una isola che si staglia all’orizzonte  e il mio pensiero va a isole perdute nel mare ..naufraghi ed altre fantasticherie . Il sole sta dando fuoco alle sue polveri e sprofonda in un mare di lava  colorando con abili pennellate il cielo e il mare, il tramonto è molto rapido qua vicino ai tropici ed è come se il sole si spegnesse e Giuliet mi chiede di essere riportata al suo alloggio dove si deve preparare per la sua serata e mi confida che è stata benissimo e che nessuno porta a spasso le ragazze dei “Sing-Song” e in più non chiede niente ,ora capisco la sua perplessità prima e la sua allegria poi…certe volte costa poco far contenta una persona  e le ho chiesto di farmi compagnia altre volte per altre scorribande  e quello che ho letto nei suoi occhi è stato di una riconoscenza profonda.

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