Forse avrei dovuto capirlo

marzo 23, 2012 § 24 commenti

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“Piacere, mi chiamo Anna, un nome palindromo …lo sai?”

Certo anche “SS” (esse esse) è un acronimo palindromo ho pensato ma non ho detto niente, forse la battuta era stata detta per stupirmi o per misurare il mio grado di ignoranza.

La cosa era finita li o meglio avrebbe dovuto finire li invece sono andato avanti.

A pensarci bene la presentazione era stata illuminante ma avevo gli occhiali da sole, il corpo era snello e il profumo buono , forse un po’ troppo dolce.

Forse avrei dovuto capirlo quella volta che siamo andati ad un sagra di paese :

“Pansoti al sugo di noci e panissetta “ con tanto di orchestra.

Ti sei presentata con tanto di top color oro ,con tanti strass che swarosky sarebbe stato geloso, una gonna a ¾ con tanto di volan  e scarpe da ballo con mezzo tacco legate sopra la caviglia. Hai smosso con la punta della forchetta i pansoti , hai sostenuto che la panissetta era troppo unta. Ti sei presentata sulla pista da ballo come una soubrette provando il fondo come in una fase di riscaldamento per i mondiali di ballo. Hai sostenuto che era scivoloso , hai preteso che un volontario locale cospargesse la pista di sale, hai passato le seguenti due ore a lamentarti che la pista era impraticabile e che non potevi ballare con uno che aveva le scarpe con la suola di gomma. Hai chiuso la serata dicendo che avevi la pelle d’oca per il freddo. Ti sei incazzata perché non ti ho chiesto di salire da te.

Forse avrei dovuto capire qualcosa dalla tua pratica di cambiare sempre la firma sui tuoi assegni e di lamentarti con me e con i cassieri della banca perché  nessuno faceva caso alla diversità della firma per poi incazzarti come una iena perché hanno bloccato il pagamento di un assegno. Ti sei lamentata con il direttore perché ti aveva fatto fare una figura di cacca con la tua estetista.

Come la sera che ti ho invitato a cena a mangiare pesci, ho scomodato un amico ispettore di polizia per raccomandarmi ad un ristorante esclusivo. Lui mi ha presentato come un suo superiore e siamo stati ricevuti in pompa magna. Ti sei presentata vestita come la dea del mare, un vestito vaporoso, attillato nei posti giusti, una scollatura da svenimento, tacchi da vertigini permanenti. Abbiamo attraversato l’assembramento di aspiranti commensali in un mormorio misto di invidia e ammirazione . Hai attraversato la sala da pranzo, rifiutando sdegnosamente un tavolo centrale per avvicinarti alla finestra che dava sulla scogliera, il cameriere ti  ha accostato la seggiola mentre ti accomodavi dimenticandosi di chiudere la bocca e distogliere lo sguardo dal tuo balcone in mostra. Hai discusso con il cameriere riguardo al menu, hai preteso che il proprietario venisse al nostro tavolo, hai rifiutato in maniera imbarazzante ogni proposta culinaria contenente prodotti ittici, hai richiesto insistentemente della carne nonostante il proprietario  ti confermasse che nel suo ristorante si cucinavano solo piatti a base di pesce ma nei suoi occhi leggevo che un po’ di carne lui sicuramente te l’avrebbe servita.

Siamo usciti mentre insultavi il ristoratore e la sua progenie e io conversavo amabilmente con il mio imbarazzo che non mi ha lasciato finché non ci siamo fermati ad un Take-way dove hai preso una pizza che hai sbranato appena fuori , sul marciapiedi mentre gli altri avventori mi guardavano come se fossi un pezzente che era uscito con la principessa.

Un sospetto mi è venuto nella notte mentre rivedevo ala moviola tutta la serata passata.

A mezzogiorno hai voluto incontrarmi, io volevo evitare accuratamente di entrare in argomento. Tu eri piccata , avevi un tono duro, mi hai comunicato con tono preciso:

“ I miei ex quando mi invitavano a mangiare pesci era solo un modo di dire , un eufemismo ! “

Ti ho guardata , non potevo esprimere tutto quello che mi passava per la mente, l’insulto più tenero era da codice penale. Tu aspettavi una risposta imperterrita .

La luce si accesa improvvisamente nella mia mente:

“ i topi non avevano nipoti “

forse è una frase senza senso ma è palindroma.

Tu mi hai guardato perplessa , stupita , ti sei resa conto di avere a che fare con un pazzo.

Mentre stavi per aprire bocca il mio cellulare si è messo suonare.

Era solo una che aveva sbagliato numero e mentre mi avviavo verso la libertà ne ho approfittato per chiederle “ mi scusi ma se un uomo la invita a mangiare pesci ,lei pensa sia un eufemismo ?”

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