Karachi

marzo 27, 2012 § 25 commenti

Image

Una megalopoli senza cartoline manca il Pakistan Illustrato.

“Non ci sono cartoline, inutile cercarle”. Karachi è anche questo. Una megalopoli di circa 16 milioni di abitanti, principale porto e approdo commerciale del Pakistan che del turismo non sa che farsene. E allora, niente cartoline, magari un tappeto, un oggetto lavorato in legno o in argento, ma niente cartoline.

Puoi trovare ogni tipo di arma , ogni tipo di brutto falso, le paschmine made in China, ogni tipo di malattia, di deformazione fisica, ma niente cartoline.

Forse puoi portarti a casa un piccola atomica tascabile ma niente cartoline.

Karachi è una città che non dorme mai, come Hong Kong, New York, Pechino. In ogni momento della giornata e’ possibile muoversi salendo al volo su un vecchio e coloratissimo bus Bedford, a bordo di un vibrante motorisciò, chiamando uno sgangherato e maleodorante taxi. Lo stesso vale per il cibo. Per le strade di Karachi c’è sempre qualcuno che cucina e qualcun altro che mangia, ovviamente piccante.

Non ci sono cartoline ma di fianco alle sedi della mezzaluna rossa ci sono delle porte girevoli con una cassa applicata dove mettono i bambini indesiderati invece di gettarli nelle discariche.

Dall’alto, famelici corvi e giganteschi avvoltoi osservano volteggiando in cielo, planando tra le fogne ‘open space’ ai bordi delle strade, tra i cumuli di immondizia, sulle discariche di quartiere a forma di piramide. Corvi e avvoltoi sono l’altra parte della popolazione di Karachi. C’è anche un luogo qui che ricorda molto l’India e Mumbay (Bombay): le torri del silenzio zoroastriane, punto di riferimento per i parsi, i seguaci della religione zoroastriana. In cima, secondo la tradizione, vengono esposti i defunti che finiscono in pasto agli avvoltoi. Solo ai parsi è concesso varcare i cancelli.

Gli oggetti più chiesti agli occidentali, soprattutto da quelli che a Karachi vivono alla giornata, sono gli accendini a gas e le prese da corrente multiple, popolarmente dette ‘ciabatte’ in italiano. Vanno a ruba.

La città senza cartoline sogna un futuro modello Dubai, la città degli Emirati Arabi Uniti che dal capoluogo del Sindh si può raggiungere in aereo in poco più di un’ora sorvolando il Mare Arabico. Negli ultimi dieci anni a Karachi sono spuntati decine di centri commerciali all’occidentale. Palazzi enormi diventati il nuovo luogo di ritrovo per chi ha qualche rupia in più in tasca. Sono nati soprattutto nella zona di Clifton Beach, in qualche modo la zona residenziale di Karachi e dove solitamente la gente si raccoglie nei parchi di fronte alla spiaggia.

Il mare di Karachi è come la sua cartolina: non c’è. E’ talmente inquinato dagli scarichi delle navi e dagli stessi scarichi della città che farci il bagno è come tentare il suicidio.

Ma quello che di Karachi ti resta dentro più di ogni altra cosa è il suo odore, sono i suoi odori: di pesce marcio al porto, di sangue animale al bazar, di fogna per le strade, di frizioni bruciate nel traffico, di curry e melograno nelle case, di sudore sui bus, di rosa quando incroci una donna col velo, di polvere e di sabbia ovunque ti trovi.

Annunci

Tag:, , , ,

§ 25 risposte a Karachi

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Che cos'è?

Stai leggendo Karachi su 10sigarette.

Meta

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: