Valentina 2°

giugno 9, 2012 § 19 commenti

Valentina     Almost fetish

parte seconda

“Ma guarda dove vai, cretino!” I pensieri di Valentina si erano interrotti seccamente: qualcuno l’aveva urtata all’uscita, forse inavvertitamente, ma la brusca lacerazione dei suoi margini di sogno le avevano procurato una reazione violenta.
“Mi scusi signorina…stavo guardando da un’altra parte…”
“Scusi lei” pentita, aveva abbassato subito la guardia “ero anch’io soprappensiero…” era un bellissimo ragazzo, alto, moro, occhi verdi grandi…sorrideva leggermente imbarazzato. Che bella voce! Calda, calma…e sensuale!
“Le posso offrire qualcosa? Vorrei…non fraintenda, la prego…solo un caffè, a titolo di pacificazione…ho necessità di interrompere questi ritmi convulsi…tutti i giorni sempre e solo di corsa!”
Valentina era lusingata, incuriosita…”Ma che ti prende?” pensò “Uno sconosciuto…sì, ma è un caffè, cavolo, non ci devi mica andare a letto…ma che ti metti a pensare?”
“Va bene…io sono Valentina…piacere…vada per un caffè!”
“Alex, mi chiamo Alex, ci diamo del tu allora, per piacere…va bene quel bar?” indicò il bar di fronte, molto elegante: il bar del centro meglio frequentato ma, soprattutto, facevano un ottimo caffè…e servivano anche degli ottimi pasticcini, sempre freschi.
Pochi minuti e Valentina si ritrovò a conversare con una persona deliziosa: gentile, leggermente audace ma sempre con magnifico tatto, intelligente e pronto alla battuta.
“Sai Valentina, sei la prima persona piacevole che incontro da mesi…le solite frasi che si dicono, penserai…no, è davvero così, nel mio lavoro devi abituarti ad avere rapporti superficiali, rapidi e occasionali…scusa, non volevo imbarazzarti…sono abituato a dire quel che penso…”
“Che mani stupende!” pensava intanto Valentina “Non sei di qui, vero?”
“No, abito qui solo da una settimana, ma sono di un piccolo paese dell’Emilia, in provincia di Reggio…”
“Ti chiedo scusa Alex, ma io sto facendo davvero tardi…forse anche tu…adesso forse faccio la figura della sfacciata, ma mi piacerebbe rivederti…” era rossa in viso, ma ferma nella voce mentre lo diceva. Gli occhi di Alex si illuminarono: “Domani sera? O forse è troppo presto per…” lei lo interruppe…” Ok per domani sera…sì, domani sera va benissimo.”
Per un lungo attimo si guardarono negli occhi, sorridendo…poi si scambiarono i numeri di cellulare. Un po’ formalmente si strinsero la mano…”Ti chiamo io…domani prima di mezzogiorno, ok?” lo diceva mentre si allontanava…e Valentina fece cenno di sì con la testa…poi si girò per restare con se stessa e godersi il sorriso in intimità, un sorriso emozionato…”Mio dio! Perché non vedo già l’ora che sia domani sera?”

Valentina era ridotta ad uno straccio per le emozioni della giornata , non vedeva l’ora di farsi una bella doccia calda, lunga , tonificante.
Arrivata a casa si levò i vestiti lungo il corridoio che portava al bagno, fece scorrere l’acqua e intanto si guardava allo specchio.
Il corpo era tonico , seno alto e rigoglioso , pancia soda ….ripensava alla scena dell’arabo , delle sensazioni che le aveva procurato…entrò nella doccia e l’acqua che scorreva trascinava via il ricordo…ma si aprivano nuovi scenari.. Alex , belle mani , forti , spalle larghe …e il sorriso …si.. il sorriso lo aveva stampato nella mente e stranamente Valentina sentiva i muscoli del suo viso che erano atteggiati a sorriso , anche lei stava sorridendo …la schiuma bianca la copriva ma sotto sorrideva …

Per altri cinque minuti assaporò senza fretta l’acqua calda che scorreva accarezzandole il corpo, lasciando scivolar via la stanchezza di quella giornata; poi si concesse di nuovo all’abbraccio delle bollicine del suo bagnoschiuma. Ad occhi chiusi, con la mente, le mani e il corpo spalancati alle fantasie più audaci, si immaginò che Alex fosse lì: nudi, bagnati e legati in una soffice morsa che li spingeva insieme lungo un lento e stupendo crescendo wagneriano, verso il culmine dell’amplesso più magico della sua vita. D’improvviso si fermò per non oltrepassare il limite dell’immaginazione, e quel fuoco che le aveva infiammato tutto il corpo si estinse lentamente, cedendo ad una curiosa e gradevole sensazione di qualcosa di incompiuto. Finì di risciacquarsi dalla schiuma e uscì dalla doccia, in cinque minuti si asciugò i capelli, si tolse l’accappatoio e si infilò la camicia da notte.
“Ho sonno” pensò, “che giornata! Probabilmente dormirci sopra mi chiarirà le idee.” Si infilò nel letto e spense la luce sul comodino.
Sotto le lenzuola, ancora una volta il pensiero di Alex prese forma: le poche braci residue di quel magico momento sotto la doccia rischiavano di riattizzarsi, come alimentate da un getto di alcool puro…Valentina chiuse gli occhi sorridendo, e spense l’ultima fiamma una volta per tutte, cercando di prender sonno…
Alex si rigirava nel letto. Il gomitolo dei suoi pensieri era piuttosto intricato. Valentina…“E’ la prima volta dopo Francesca che sento un’attrazione così forte” pensava “e così diversa. Un’altra donna nella mia vita, innamorarmi ancora…I segnali ci sono, e sono ben chiari. Beh, sarà meglio che ci dorma sopra: che giornata!”
Sotto le lenzuola il pensiero di Valentina prese forma. Alex chiuse gli occhi sorridendo, sicuro di prendere sonno.

Gli accordi erano stati presi, la voce di Alex al telefono era ancora più sensuale che dal vivo, doveva solo prepararsi per la serata .

Mentre l’ora convenuta si avvicinava Valentina sentiva una leggera ansia che la attanagliava, ma dove era la donna in carriera sicura di se?

Certo non era un incontro d’affari , ma si immaginava gli sviluppi o meglio se li augurava. Rivedeva le sue mani forti ,il suo sorriso.

Alex pensava all’incontro che avrebbe avuto tra poco. Aveva dovuto lavorare fino all’ultimo e ora non aveva più tempo per scaricare le valige del campionario dalla sua station wagon ma non avrebbero certo intralciato il corso della serata , c’era giusto il tempo per una doccia e per cambiarsi .

Valentina osservava il suo volto riflesso nello specchio, il trucco risaltava i suoi occhi, li rendeva luminosi , i capelli erano acconciati splendidamente , le davano un’aria di classe leggermente selvaggia. Indossò un abito color fondo di bosco con un lungo spacco sulla coscia e una scollatura profonda che lasciava intravedere il solco del seno sodo. Calzò le sue nuove Dior che le diedero una carica incredibile . Erano veramente belle e si intonavano perfettamente. Quelle scarpe le davano una sicurezza, una spavalderia, si sentiva padrona di se stessa.

Alex attendeva già sotto il portone di Valentina, cercava di ricordarne le fattezze, ripassava i particolari ma parecchi erano sfuggenti. Il tempo dell’incontro era stato breve e lui era impegnato a mangiarsela con gli occhi piuttosto che a memorizzare i particolari.

Valentina spuntò dal portone si guardava  intorno e appena lo inquadrò si diresse verso di lui.

Alex la guardava con ammirazione , era più bella di come se la ricordava , che portamento, che camminata sensuale, certo era stato fortunato ad incontrarla e che lei avesse accettato il suo appuntamento. Era vestita come una indossatrice  e il suo pensiero vagò per un attimo

“Spero di non sfigurare con il mio completo formale e camicia bianca “ , poi il suo occhio clinico scese i basso e ammirò le caviglie affusolate e le scarpe , veramente di classe.

Alex scese per aprire la portiera del passeggero , si scambiarono un sorriso smagliante  e si sfiorarono le guance.

Valentina salendo notò che nel vano posteriore erano accatastate tutta una serie di valige da campionario.

“Cosa sono?”

“Gli attrezzi del mio lavoro”

Valentina lasciò cadere l’argomento aveva altro a cui pensare.

Gli argomenti a cena scivolarono sugli affetti famigliari , sui viaggi .Valentina era sempre più ammagliata da quel giovane sicuro di se , con idee chiare e razionali

Alex la guardava ammirato , lei aveva un sorriso che lo inebriava si sentiva euforico e non era certo per le 2 dita di vino bevuto , doveva rimanere lucido. Lei era splendida , aveva sempre immaginato di frequentare una splendida donna così, la trovava perfetta.

Mentre sorseggiavano il caffè Valentina chiese:

“Ma tu che lavoro fai?”

“Il rappresentante di scarpe”

“Vuoi dire che tutte quelle valige sono piene di scarpe ?”

“Si , tutta la nuova collezione di Meliani”

Valentina ebbe un tuffo al cuore , senti le farfalle spandersi per lo stomaco, un calore le avvolse la nuca. Si stava innamorando.

Uscirono dal locale si avvicinarono alla macchina . Alex elaborava piani su dove sarebbero potuti andare

Pensava”La porto subito in camera?” “andiamo a bere qualcosa?” “Andiamo a sentire un po’ di musica?”

Valentina interruppe i suoi pensieri: “C’è qualcosa che non va?” “potresti farmi vedere parte della tua collezione?”

“Ma come qui in strada ?”

“Perché no? Sotto a quel lampione andrebbe benissimo”

Alex la guardò ,era magnifica perché non accontentarla? Scelse due valige e le apri. Valentina lo guardava estasiata , controllava le sue movenze , la sua grazia , era affascinata dalla sua disponibilità. La luce del lampione era perfetta , dava un alone che rendeva magico il momento. Mentre estraeva le scarpe e le liberava dal panno che le proteggeva Valentina lo guardava con l’occhio in trance , l’eccitazione la pervadeva si impossessava di lei, le mani erano percorse da un leggero tremito sentiva di non potersi più trattenere . Alex era vicino a lei , le mani si muovevano agili e disponevano le scarpe in ordine come gioielli. Valentina sentiva un groppo alla gola e con voce roca riuscì a produrre qualche parola “posso provarle? “.

Alex con un sorriso fece un cenno di assenso, Valentina si sedette sul muretto dell’aiola , si sfilò il suo paio di Dior e le tenne con 2 dita della mano sinistra . Alex le accarezzo leggermente la caviglia e le infilò uno splendido paio di Meliani fatte a mano. Valentina senti come un fitta , uno spasmo che si protraeva nel basso ventre , si alzò e sentiva le gambe molli  . Il cuoio leggero le dava una sensazione di una carezza sensuale sulla pelle si sentiva spossata . In quel momento uno stridio di freni lacerò la notte , le luci bianco blu squarciavano il buio , due poliziotti scesero dall’auto veloci “Cosa succede qui?” . Alex farfugliava qualche scusa senza senso…

Valentina con le sue Dior in mano e le Meliani nei piedi disse:

“Passavo di qui” e si allontanò nella notte.

Fumo bianco…..dissolvenza

The end

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