Brasile Maggio …

maggio 29, 2017 § 1 Commento

10sigarette

Brasile Maggio 1998……….

Dopo essermi integrato da circa 6 mesi nel tessuto urbano e nel caldo tropicale dello Stato del Sol cercavo di profittare delle opportunità  che mi si presentavano.

Il sabato con la macchina in dotazione percorrevo i 200 Km che mi separavano dal mare (oceano Atlantico) e passavo week end  a crogiolarmi a sole a bere Cai Pirigna  ,cavalcare le onde e bearmi dei posteriori del genere femminile della fauna locale che sono tra i più belli del mondo. Avere compagnia era la cosa più semplice del mondo ma tutto questo paradiso mi annoiava

 Ormai avevo visto le cose più interessanti dei dintorni: il Guaiba un fiume che non avevo mai sentito nominare  ma che era tanto largo che non si vedeva l’altra riva  che veniva risalito dalle navi che si avventuravano fino in Paraguay sbarcando le merci a Porto Alegre dove io vivevo e lavoravo.

Paesi come…

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Latente

aprile 14, 2017 § 1 Commento

 

La luce del tramonto soffusa filtra tra le tende arancioni spargendosi nella cucina, da lei stessa allestita. La casa era sua. Come sua era pure la vetrina a doppio sportello in cristallo ,che occupava una parete del salone; come sue erano le coppe vinte nelle gare di cicloturismo e le coppe vinte al tiro a segno , le targhe  in cui ricorrevano le sue immagini e il suo nome sotto la dicitura primo classificato; come suoi erano gli oggetti indiani provenienti dall’ashram che aveva frequentato; come sue erano le cornici intarsiate che esibivano l’attestato di laurea e master in psicologia; come suo era il batik appeso sopra la porta che rappresentava l’albero della vita , dai colori tenui; come suo era l’altare buddista che aveva realizzato lei stessa nel tempio del suo maestro in Birmania; come sua era la libreria a mensoloni di noce ideata da lei stessa, che copriva per tre quarti la grande stanza , come suoi erano tutti i libri che la riempivano.

E’ seduta a gambe divaricate su un tavolino intarsiato, con le ginocchia piegate ad angolo retto; i piedi nudi sono saldamente piantati sul pavimento in legno; due fili di perle di fiume in conflitto cromatico con la pelle bronzea, ornano il collo, le braccia magre e nervose spuntano dalle maniche di un kimono da arti marziali in seta bianca lucida; le mani rivolte in basso sono immerse nella fascia d’ombra tra le cosce e il costato, una striscia di luce sfuggita dal filtro delle tende accarezza la curva del collo e illumina la punta del mento regolare proteso verso l’alto; due occhi di ghiaccio fissano immobili davanti a sé, i corti capelli neri cadono leggermente verso le spalle.
Sulla scrivania d’epoca scelta da lei stessa, appeso alla pinza  portacarte comprata da lei stessa, un biglietto in carta azzurrina scritto con la stilografica così recita: “scusami, un imprevisto, sono atteso in sede a Roma, vengo a prenderti stasera alle venti, si va da Malyan’s per il nostro anniversario, ti amo”; sul video al plasma del portatile di lui una scritta:

“ Conferma per la prenotazione della camera al “Quisisana” di Chianciano  per il giorno 28 ,la ringraziamo per la sua scelta”.

Naturalmente era bastata una telefonata , fatta da lei stessa, in sede a Roma per appurare che lui non era là e non doveva andarci e un’altra telefonata per avere la conferma che lui era chiuso nella stanza a Chianciano in buona compagnia.
La porta si apre  e sbatte leggermente nel richiudersi, passi leggeri percorrono il corridoio, una assicella del parquet scricchiola, la pendola a muro suona le otto in punto.
Un sorriso altera l’immobilità del viso e le mani affusolate che impugnano una pistola, con il calcio di madreperla già pronta a sparare , si alzano  mettendo la canna a livello  delle spalle.

Lui si trova davanti alla scena , come paralizzato, la paura sale lentamente dallo stomaco si diffonde e si trasforma in terrore, la voce non riesce a passare il groppo della gola . Tre colpi in rapida successione saturano lo spazio, non sente nessun dolore, resta attonito per qualche secondo poi un senso di languore lo pervade , un calore al petto anticipa una fitta che lo trapassa come una stilettata, le mani scattano a contenere il petto , le gambe cedono e il corpo schianta sul parquet con un gorgoglio.

Lei si scuote dalla sua immobilità , si alza dal tavolino abbassando l’arma , raccoglie i bossoli  delle pallottole a salve e si avvia ad aprire la finestra per eliminare l’odore di cordite che rende irrespirabile l’aria. Senza rivolgere lo sguardo verso il corpo caduto scomposto si avvia verso la sua camera. Si sfila il chimono rivelando il suo corpo completamente nudo , fa scorrere le ante dell’armadio ornate di figure giapponesi, sceglie un tubino nero e si veste con cura . Lo specchio riflette la sua figura snella e flessuosa , si passa una mano tra i capelli  e sorride alla propria immagine. Raccoglie il telefonino sul basso comodino  che affianca un  futon  matrimoniale e compone il numero del “118” e appena sente il collegamento dichiara le proprie generalità e poi :

“ Mio marito deve avere avuto un attacco cardiaco venite subito”

Raccoglie la pistola e la ripone nella sua cassetta , prende due bastoncini di incenso li pone sul supporto inclinato ed avvicina la fiamma dell’accendino.

Il profumo di incenso cerca di coprire un odore nauseabondo che si sta propagando.

Questo era quello che sarebbe stato se qualcuno non lo avesse avvertito e lui non fosse più tornato e non avesse più dato segni di sé ma ad ogni anniversario lei lo aspetta esattamente alle venti con la pistola in pugno sperando di eseguire il suo piano.

infundibulo cronosinclastico

febbraio 24, 2017 § Lascia un commento

A volte ricapita

10sigarette

Cos’è un infundibulo cronosinclastico?

È un luogo dello spazio dove le diverse facce della verità si incontrano e convivono, dove le nozioni di tempo e spazio non hanno più senso

Immagine

Il ronzio della suoneria è insistente, guardo il display e vedo il tuo numero. Cazzo, potrei denunciarti per stalking ,dopo che ci siamo lasciati mi avrai mandato un mare di sms farneticanti, forse è venuto il momento di metterci sopra una pietra , anzi una lapide.

“pronto”

“Eccoti, va bene che ci siamo lasciati ma… telefonare qualche volta? Sai anche Cinzia era preoccupata…sei sempre più stronzo…”

La calma piatta ha un tremito, la scatola cranica rimbomba come dopo aver sentito una fucilata. L’insulto gratuito viaggia con forza sconosciuta e rimbalza come una pietra piatta sul lago di parole dove le onde concentriche si propagano senza soluzione di continuità. Queste onde creano un effetto domino , sgretolano le frasi , corrodono…

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Illusione di sogno

febbraio 14, 2017 § 3 commenti

ombre

Sogno di te e di me

insieme

Sogno perché posso

solo sognare

Potresti camminare

su un tappeto di petali

di rosa

Metto i miei sogni ai tuoi piedi

cammina leggera

stai camminando

sui miei sogni

 

Ceramiche

febbraio 4, 2017 § Lascia un commento

10sigarette

Image

Tardo pomeriggio, interno stanza albergo, Gianni fissa sulla porta il cartello delle tariffe alta e bassa stagione.
Erminia si sveglia arrotolata nelle lenzuola, annusa per aria e sente odore di feromoni rappresi, si stira rumorosamente.
Gianni si accorge che lei non dorme più, si gira, fa per mettersi le mani in tasca ma si ricorda troppo tardi che è nudo.
Erminia lo spia con un occhio aperto e uno chiuso, continua le operazioni di stiracchiamento e gli sorride.
Gianni torna a guardare le norme antincendio affisse sotto il tariffario.
Erminia spegne il sorriso e gli guarda i glutei.
Gianni segue con attenzione le figure e le istruzioni e il timbro del Comandante dei Vigili del Fuoco di Bergamo e intanto pensa :
”Cazzo, ma proprio sta cofana qui mi dovevo scopare?…e ora come faccio a mollarla qui”
Erminia allunga le mani e prende ad accarezzargli i glutei.
Gianni ha un barlume di…

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Bisogno di spazi

aprile 14, 2016 § 1 Commento

vero-amore-coppia_anziani

Ormai tra di noi si erano creati vuoti e solo grazie alle ricadute, capisci che la differenza tra spazio e vuoto è che il primo lo riempi e che nel secondo ci entri e non ne esci più. Come una libreria in cui mancano dei libri nei loro posti. Uno cerca di riempirli con un altro, ma tutta la fila inevitabilmente viene giù. E noi c’eravamo rassegnati, convinti che di mettere in ordine quei libri pieni di polvere, non ne avevamo più voglia. Erano libri sulle vacanze in famiglia, manuali , libri contabili, romanzi, libri di storia. Avrei voluto essere tanto le pagine che consultavi prima di dormire, il soffitto a cui facevi tutte quelle domande, ma intimamente sapevo che era inutile, perché i libri non hanno timore ne remore. Non si soffermano su chi li ha sostituiti, non seguono con gli occhi fin dove gli è consentito colui che ha deciso di andarsene, non sentono la mancanza di chi li ha tenuti a marcire in garage per anni, non hanno rivalse su chi li getta dopo che l’umido e le bestioline della carta li hanno distrutti.

È che mi manchi come i controllori quando ho il biglietto, come il posto vicino al finestrino nei treni affollati,mi manchi come l’estate in un giorno d’inverno che piove ed io non so dove vado se non ci sei tu ad aspettarmi. Non so se vado avanti o se giro su me stesso con questo peso poi ,non ho più riferimenti ,mi sono perso . Forse chi non ha una meta, non si può perdere.

Devo darmi un punto di arrivo ma non voglio arrivarci da solo ,i fardelli della vita si portano meglio in due , ognuno porta quello che la propria forza gli consente.

Buttiamo via tutti i libri . Prima di tutti quelli in garage perché non ha senso tenerli lì ne averli messi li. Vuotiamo la libreria che i vuoti non si vedano più .

 

Ma il bidone della carta dove lo hanno messo ? Questi libri pesano un accidente, se penso che dovrò fare almeno altri 4 viaggi ma lei sarà sicuramente stanca.

Foto web

 

Una Lirica

marzo 31, 2016 § Lascia un commento

Dentro la tasca di un qualunque mattino dentro la tasca ti porterei nel fazzoletto di cotone e profumo nel fazzoletto ti nasconderei dentro la tasca di un qualunque mattino dentro la tasca ti nasconderei e con la mano, che non vede nessuno, e con la mano ti accarezzerei salirà il sole del mezzogiorno passerà alto […]

via Dentro la tasca di un qualunque mattino, ti porterò Gianmaria — Memorie dal Po

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