Clamoroso! Red Ronnie scopre l’antidoto al ritardo mentale!

agosto 2, 2017 § Lascia un commento

non si sevizia un paperino

anovantagradi

…Sparandosi in faccia.

No, non è vero, per fortuna* Red Ronnie è ancora vivo. E poi, no, proprio non esiste, un vaccino contro l’idiozia. Si potrebbero limitare i danni studiando, ma ce lo vedete Red Ronnie che studia? L’ultimo libro che ha aperto era un libro da colorare sulle scie chimiche. Il problema, ovviamente, non è Red Ronnie. Né la Brigliadori, voglio dire, che credibilità può avere una che per curarsi beve il proprio piscio? No, il problema non sono un DJ ormai in declino e una ex-showgirl fulminata, il problema è Virus, la trasmissione, e la sua redazione.

View original post 558 altre parole

Annunci

Ma cosa sono i Dentrobatidi

luglio 31, 2017 § 5 commenti

Una voce circolava tra i laboratori: la direzione stava cercando persone per una missione strategica, e qualcuno tra i miei colleghi pensava di offrirsi volontario per guadagnare dei punti.
Sarebbe stato meglio se ce la fossimo giocata alla pagliuzza più corta, invece il Dott. Gianti mi chiamò nel suo ufficio super tecnologico con quella scrivania che praticamente è lo schermo di un megaPC. Mi aveva blandito con le solite menate: “Uno solerte come lei, preparato, puntiglioso e preciso” e intanto armeggiava strisciando le dita sulla scrivania dove apparivano immagini di foreste, di fiumi, baracche e barche.
“Il target è questo, bisogna eseguire una accurata ricerca sui Dentrobatidi, bisogna studiarne le tossine e la loro applicazione nel nuovo farmaco Calmix”.
“Scusi io credevo che il Calmix fosse pronto per la commercializzazione, non che fosse in fase di elaborazione”.
“Abbiamo avuto dei problemi sui test e effetti collaterali poco piacevoli”.
“Bene, posso mettermi al lavoro immediatamente se mi procurate il materiale necessario”.
“Appunto, lei si metterà al lavoro da questo momento, il materiale bisogna procurarselo e precisamente sarà lei a provvedere e questo materiale si trova in Amazzonia. Buongiorno”.
Uscii dall’ufficio con la mente in pieno subbuglio: io sono un ricercatore da laboratorio, la mia arma è il microscopio, le mie munizioni sono le provette e il mio lanciafiamme è il beccobunsen.
Poi, tra l’altro, che cosa sono i dentrobatidi? A quello potevo rimediare velocemente, una ricerca su Google e sicuramente le informazioni sarebbero fluite.

Sono ancora intento a guardare quella specie di rana gialla e nera e a leggere che era ricca di tossine che gli indigeni estraevano per fare il veleno in cui intingere le frecce, quando la segretaria mi comunica che ha già i biglietti aerei per Manaus e che il volo è alle 22,00 di quel giorno. Milano-Lisbona-SanPaolo-Manaus, come bere un bicchier d’acqua. L’unico volo che avevo fatto prima di allora era un Milano-Catania solo andata – il ritorno lo avevo fatto in treno perché avevo sofferto il mal d’aria ma questo era lavoro e non potevo dire di no. Butto qualche vestito in una borsa, non so neanche cosa portarmi e come vestirmi, ma per quanto riguarda la tecnologia ho le idee chiare, telefonino, I-pad, Pc portatile, macchina fotografica, analizzatore di spettro, microscopio laser, tre led ad alta efficienza, tutti i carica batteria necessari e una riserva di energia. La borsa non basta e allora trasferisco tutto in uno zaino da trekking. Devo sbrigarmi per arrivare in tempo all’aeroporto e devo passare in farmacia per far scorta di medicinali essenziali ed aggiungere a quelli il Travelgum. Lo zaino pesa un accidente e riempio di medicine le tasche laterali sotto lo sguardo attonito della farmacista che sbotta “Ma dove va? In Amazzonia?” Ma è così evidente?, mi chiedo.
Come un ebete arrivo in aeroporto e mi fanno un sacco di menate perché lo zaino è fuori misura, ma finalmente mi imbarco e a ogni scalo è la stessa ma ormai sono travelgum-dipendente. Dopo due giorni arrivo a Manaus, il caldo mi dà una mazzata che credo di morire, respirare è una fatica, l’aria sembra liquida. Vado in albergo che puzzo come una carogna, esco dalla doccia e praticamente svengo sul letto. La mattina vengo svegliato dalla donna delle pulizie, è tardi e non faccio più in tempo per la colazione. Improvvisamente mi ricordo che sono due giorni che non mangio. Scendo nella hall con la fotografia della rana maledetta e mi indicano un posto al porto fluviale dicendomi che c’è un tipo che mi può aiutare. Dopo aver mangiato esco dall’hotel e il caldo mi assale, trovo la persona indicatami e la sua barca, ma nessuno dei due mi dà fiducia. Non ho scelte, prendo il mio zaino e via verso l’ignoto. Dopo quattro ore di navigazione e una buona dose di Travelgum arriviamo in un villaggio sul fiume. La mia base per le ricerche e per la notte. Mi sistemano in una baracca con un pagliericcio come letto. Naturalmente qui la civiltà non è ancora arrivata, non c’è energia elettrica e perciò al buio tutti a nanna. Verifico le mie attrezzature e le batterie non sono proprio al 100% ma non mi preoccupo. Provo a collegarmi ma naturalmente niente. La mattina si parte alla ricerca di Dentrobatidi, la giungla ci avvolge, le zanzare banchettano con il mio sangue e mi trasfigurano, ogni mia parte esposta viene attaccata e naturalmente tra le medicine varie non ci sta un repellente. Dopo tre ore di cammino sono disfatto ma di quella maledetta rana gialla neanche l’ombra. Le gambe incominciano a cedere e cado nel fango più volte, poi cado nell’acqua, lo zaino mi tira a fondo, la mia guida mi tira all’asciutto e mi ricorda che possono esserci i piranha. Guardo sconsolato le mie attrezzature, tutta la mia tecnologia avanzata distrutta da una misera pozza d’acqua. Ritorniamo al villaggio e sono in condizioni disperate, sono incrostato di fango, la mia pelle è una grattugia e il prurito non mi dà tregua. Cerco di lavarmi con circospezione, il pensiero dei piranha non mi abbandona. Il giorno dopo ritorniamo a Manaus e medito sulla mia disfatta. Non ho risolto nulla e ho buttato via un sacco di soldi di attrezzature. Mentre mi avvio verso il mio hotel leggo un cartello “ Laboratorio di analisi”; colto da un lampo di lucidità entro e chiedo lumi su quella maledetta rana gialla. La risposta è traumatica: “Signore se ci scriveva una mail le avremmo inviato le tossine già estratte con pagamento in contrassegno”.
Svolgo tutte le pratiche e faccio inviare tutto in laboratorio. Almeno la parte lavorativa è risolta. “Cazzo se ci avessi pensato prima mi sarei risparmiato tutto sto casino”.
In hotel verifico il contenuto del mio zaino, sembra tutto distrutto, forse solo il telefonino dà qualche segno di vita. Improvvisamente la suoneria inizia a squillare e le note dell’inno alla gioia si diffondono nella stanza, rispondo con trepidazione: “Pronto”.
“Buongiorno sono Luisa e la chiamo per conto di Vodafone…”.
“Ma vafff”.

I detti celebri.

luglio 4, 2017 § 5 commenti

images

 

Solo un consiglio: tenete sempre le orecchie bene aperte! Un solo attimo di distrazione e il virus avrà attecchito trasformandovi in veri zombi cultural-trash. E per voi, a quel punto, non ci sarebbe alcun rimedio, visto che ignoranti non si nasce ma si diventa.


Pronti, al posto, via!


“Questa È la classica scintilla che ha fatto traboccare la goccia!”.
“Parli del diavolo e spunta il lupo”.
“Non mettere il dito nella piega”.
“Muoia Sansone e tutti i cicisbei!”.
“Ha fatto i conti senza l’ostia”.
(Variante esotica:) “Ha fatto i conti senza l’hostess”.
“Non sapevo più dove mettere i capelli”. (criptica al cento per cento).
“Hanno trovato il classico cappio espiatorio”.
“Non mi cambiare il can per focaccia”.
“Fa sempre il sebastian contrario”.
“è un volta gabbiano”.
“Gliene ho dette tante, ma tante… gliene ho dette 1000 e una notte!” (Maestosamente orientale).
“La classe non è aria”.
“Non mi fa nè caldo nè rosso”.
“C’è stato un pro quo”.
“C’è stato un qui quo qua” (per questa bisogna pagare i diritti d’autore agli eredi di Walt Disney).
“Tutto il giorno un via via di gente”.
“L’ha lasciato con le fave nel sacco!”.
“è partito come una tromba”.
“Non saltare di pesce in frasca”.
“Non cercare sempre il pelo in un pagliaio”.
“CosÏ prendiamo due pesci con uno”.
“Lo dico con ricognizione di causa”.
“Ma mi rendo conto?” (E chi lo sa!).
“Ognuno abbiamo i suoi problemi”.
“Nella vita bisogna avere senso dell’humus”.
“è un Lord Brinner dell’eleganza”.
“è di un’ignoranza abissina” (fascistoide).
“Mi hai acceso una pulce nella testa” (l’ENEL lo sa?).
“Bado al sodo non al concreto”.
“Non c’ho mica le briglie sugli occhi”.
“Non si può mettere il cavallo davanti ai buoi”.
“Aveva proprio tutto, dall’acca alla zeta” (e dall’A alla F un cazzo di niente?).

 

Ma se le ho sentite veramente ..

mi sorge spontanea una domanda :

” ma che gente frequento?”

Ma se avessi…se fossi..

giugno 12, 2017 § 9 commenti

 

bivi-testo-narrativo

Come è strana la vita, a volte mi ritrovo a pensare a come delle scelte irrilevanti e tutto sommato stupide nell’economia di un percorso di vita s’impongano spesso all’attenzione con una importanza di esclusività che non hanno, reclamino un minuzioso soppesare i pro e i contro con una seriosità fuori luogo e un pragmatismo eccessivo; mentre in altre occasioni tutto venga deciso al volo, sui due piedi, senza pensarci una frazione di secondo in più , seguendo l’istinto , il lampo dell’impulso. Un percorso di vita è fatto di milioni di scelte analoghe, meditate o impulsive che siano. Qualche volta ti fanno rischiare soltanto eventi memorabili o un bell’incontro, qualche altra di perdere tempo e rimpiangere di aver scelto diversamente, qualche altra di sfiorare di perdere la vita ma la maggior parte delle volte di immergerti nella quotidianità.

Un sorriso può far sfumare i pensieri e portarti seguire il volo di una upupa che cerca il suo posto su un ramo per lanciare il suo verso.

Avanti a tutta fino alla prossima scelta

Claudio e….

giugno 9, 2017 § 6 commenti

 

Prima di venire qui mi sembrava di avere un sacco di cose da dirti, ora ho un vuoto. Credo che ci siamo detti tutto e quello che non ci siamo detti lo sapevamo già. Ora cosa abbiamo da dirci , cosa possiamo programmare per il futuro? quale futuro?Parliamo del passato ma solo delle cose belle , di quando andavamo a giocare a pallone nel campo di Giobatta e che lui aspettava a liberare le galline quando noi eravamo spompati  con la sua solita frase “anche le galline hanno bisogno di svago”. Naturalmente in genovese perché per lui l’italiano era una lingua ostica. Quando facevamo le battaglie navali contro quelli di Porticiolo , affiancavamo le lancette acconciati come pirati e simulavamo l’arrembaggio con le spade di legno e poi tutti a mangiare il ghiacciolo dallo Stramondiale. Quando alla mattina prima di andare a scuola andavamo a tirarci le onde con la tavola e poi a prenderci il caffè e latte che ci preparava Manuelo nella sua baracca sulla spiaggia.  Abbiamo passato sei mesi ad mettere insieme i soldi delle mance e a scaricare cassette di frutta ai mercati generali mentre facevamo il filo a Cassandra perché i suoi avevano una casa a Maui quando sua mamma era splendida ma lei aveva preso dal papà. Maui era stata nei nostri sogni quasi a diventare una ossessione poi stranamente era diventata una realtà e cazzo tu Claudio quando andavamo giù da quella discesa pazzesca eri il primo ad arrivare al mare e la prima onda era la tua e li ci eravamo resi conto che quelli che erano li con noi erano veramente bravi e noi non ci saremmo mai arrivati ad entrare nel tubo dell’onda e a stare in piedi e allora avevamo provato da sdraiati e ci eravamo riusciti e quel biondone tipo Big Jim ci aveva chiesto se era una nuova tecnica . Per tornare su alla casa di Cassandra le tavole sembravano di piombo e lei ci aiutava un po’ uno un po’ l’altro e faceva il filo a tutti e due  e noi a sua madre.Quando siamo andati in Marocco a tirarci le onde e tu mi hai impedito di fare la cazzata della mia vita , perché se non era per te l’avrei fatta e me ne sarei pentito per sempre ma c’eri tu che anche se eri un grancazzaro me lo hai impedito e i miei figli non ti avrebbero chiamato zio . Si perché tu piuttosto che un amico sei stato un fratello. Quando quella volta che in Portogallo ci siamo presi una sbronza che quando tornavamo a casa siamo caduti dal ponte , siamo finiti in acqua e quando siamo arrivati a riva ci siamo addormentati lì e alla mattina ci ha svegliato una donna ,con un cane enorme, che ci credeva morti e noi che ridevamo come due scemi. Quando lavoravo in Brasile e per telefono ti ho detto che c’erano onde da quattro metri e dopo una settimana sei arrivato , una mattina a tirare le onde e poi ti sei imboscato con una bella brasiliana e dopo quattro giorni ti ho portato in aeroporto che non ti reggevi in piedi. Poi vogliamo parlare delle tue donne. Intendo quelle che sono state le pietre miliari della tua vita, non quelle con cui le hai tradite  o quelle con cui sei fuggito perché non le ho conosciute ma quelle con cui credevi di trascorre la tua vita. Enza la hippy , quella che ti ha portato a Ibiza in una comunità dei figli dei fiori dalla quale sei fuggito con una inglesina tutta lentiggini e ti sono dovuto venire a prendere nei sobborghi di Londra che non avevi neanche i soldi per una birra. Vogliamo parlare di Filomena la Prof che ti aveva convinto a mettere su casa con lei, avevi resistito un anno ma i vernissage e le conferenze non facevano per te. Certo con quegli occhialoni che le facevano uno sguardo da cerbiatta aveva un certo fascino ma un paio di occhiali non bastava a legarti e allora via con quella romagnola che aveva il papà che salava prosciutti. Per Silvia eri andato fuori di melone , la avevi implorata di sposarti , lei dopo un po’ di resistenza aveva accettato  ma aveva una luce negli occhi che non mi piaceva e forse anche io non piacevo a lei. Ti aveva portato lontano dai tuoi affetti ti aveva coinvolto in quella setta che non ho mai capito che cosa facessero e che tu non hai mai chiarito . So solo che ti sei presentato a casa mia in piena notte con la disperazione negli occhi . Mi hai detto quello che dovevi dirmi , sono andato da un avvocato e poi dopo due giorni ti ho portato a Siviglia , abbiamo trattato per un chiringuito sulla spiaggia tutto a nome mio perché tu non dovevi apparire . Sono venuto a trovarti un paio di volte con mia moglie e i ragazzi, dopo un anno la faccenda si è sgonfiata e risolta , hai avuto la separazione  e mentre aspettavi il divorzio ti sei messo con Rosas , forse l’unica normale delle tue donne e con lei hai passato anni felici fino a quella notte maledetta quando è stata falciata da una macchina guidata da un tossico .    Il tuo mondo è crollato e anche un po’ il mio .Poi sei sparito. Ieri sono andato a trovare tua madre e mi ha detto che eri qui per degli accertamenti certo tutti sti cazzo di tubi e questi macchinari  accertano  solo che sei messo male e il dottore mi ha detto che è questione di ore…

Ma te ne volevi andare senza salutarmi ? Tu che sei  il mio unico vero amico , quello di cui ci si poteva sempre fidare, che c’eri sempre anche a migliaia di chilometri , quello al quale potevo dire tutto anche i segreti più segreti, te ne volevi andare così?Tu che mi confidavi tutto , tu che mi abbracciavi e mi chiamavi fratello. Ora sei qui con questi schermi che lampeggiano e suonano un ritmo che nessuno vorrebbe mai sentire , con questi tubi che ti portano la vita . Tu che quando ti sbucciavi le ginocchia non volevi niente perché l’aria cura meglio che i cerotti, tu che se ti tagliavi usavi la supercolla perché i marines fanno così. Quando sarai partito andrò da tua madre che mi accoglierà come sempre , come quando ero bambino , mi offrirà il solito caffè d’orzo che bevo solo da lei , sempre la stessa marca e quando gli dirò che sei partito si incazzerà come una iena . Dirà che sei il solito dispettoso perché la fai sopravvivere alla morte di un figlio e che non si fa così , che doveva morire prima lei ma che tu sei sempre il solito. Cazzo forse è la cosa più pesante che uno possa fare ma per te fratello lo farò.

Buon viaggio  Claudio

3/4

giugno 2, 2017 § 4 commenti

 

Volevo tenere per te,
la luna del pomeriggio.
Volevo tenerla per te,
perché sola com’è solo il coraggio.
Volevo tenere per te,

la luce di quando fa giorno
e volevo che fosse per te
anche l’attesa che diventa ritorno…
E volevo tenere per te
la più’ vera di tutte le rose,
volevo tenerla per te,
come tutte le cose…
come tutte le cose.Volevo tenere per te,
una sola di tante stagioni,
ma volevo che fosse per te
per te sola e tutti gli altri di fuori.
E volevo che fosse per te
anche l’ultimo fiato sospeso.
Volevo tenerlo per te,
questo fuoco che è acceso…
questo fuoco che è acceso.Volevo tenere per te,
la luna del pomeriggio.
Volevo tenerla per te,
perché sola com’è solo il coraggio.
E volevo tenere per te
la più’ vera fra tutte le rose
volevo tenerla per te
come tutte le cose…
come tutte le cose…
come tutte le cose.

 

Ho tenuto tutto e ho costruito un amore e oggi sono 44 anni che siamo insieme

Auguri Amore

 

Tu

maggio 31, 2017 § 4 commenti

 

Merini:

Bhutadarma

Nothing is impossible (at least that does not violate the laws of physics). When you can..violate the laws of physics!

E L P I S

M A G A Z I N E

Il Cassetto nel Cassetto

Un Mondo di Parole

le storie di walter

Aprite, e leggetene tutti: questo è il frutto del mio pensiero scritto per voi e per tutti. Fate questo in memoria di me. 😉

3... 2... 1... Clic!

E’ un’illusione che le foto si facciano con la macchina… si fanno con gli occhi, con il cuore, con la testa. (Henri Cartier-Bresson)

La Taberna Simposiale

La scrittura ti appassiona? Scrivilo con noi!

Mutazioni del Silenzio

...perché il Sogno si può camminare, danzando parole sul foglio,si può cantare, danzando l'anima sul respiro...Ma alla fine il Sogno è soprattutto Visione.

GenovaQuotidiana

Cronaca, notizie, storia, cultura, arte, spettacoli, turismo, cucina, tempo libero, informazioni

Sergio M. Ottaiano

Scrittore indipendente

cambiopasso

“Quando soffia il vento del cambiamento, alcuni costruiscono dei ripari ed altri costruiscono dei mulini a vento.”

ROA

RIVISTA ONLINE D'AVANGUARDIA

lemieemozioniinimmaginieparole

IL SENSO DELLA VITA … DARE UN SENSO ALLA VITA

adesempiopartire

risposta singola a domande multiple

Viaggiando con Bea

E' bello raccontarvi dei miei viaggi e dei miei esperimenti tra i fornelli

Parole in Armonia

Qualunque cosa tu faccia, falla col cuore

Chiara Scattina

Osa cambiare, cerca nuove strade

Yet another fridge magnet

by Sara Caulfield

Günther Pariboni

Curioso di vocazione. Rompiscatole per passione. Comunicatore per hobby.

Fiore di corallo bianco

Cosa succede quando Amore e Morte si abbracciano?

Arte&Cultura

Arte, cultura, beni culturali, ... e non solo.

Menti Vagabonde

E' bello scrivere perché riunisce le due gioie: parlare da solo e parlare a una folla - (C. Pavese)

la bloggastorie

Io metto una lente di fronte al mio cuore per farlo vedere alla gente (Aldo Palazzeschi)

un paio di uova fritte

il meglio e il peggio della nostra cultura

gatt(A) randagi(A)

(non tutte le streghe sono state bruciate!)

Vincenza63's Blog

Conoscersi e parlarsi è un dono

susabiblog

Mi piace tramutare in parole e immagini i miei sogni

Laura Parise

Come le onde del mare... un moto perpetuo... perché la vita è un libro pieno di pagine bianche...

ilcavalloditroia

“Se avessi sempre la risposta a tutto, insegnerei teologia a Parigi”

Sorridi, sii grato e AMA!

"L'unica cosa che ti rende infelice sono i tuoi pensieri. Cambiali!"

I Have a Little Dream

"If you can dream it, you can do it" Walt Disney

BAGAGLIOaMANO

Viaggi senza tempo

☆ Pensieri Sparsi di una Psicopatica ☆

●○•°La mia mente è un turbinio di parole sparse che cercano un senso°•○●

I Viali Dell'Anima - Pensieri Indaco

In Una Realtà Invisibile

Soffio di respiri

Viola, 23 anni, studentessa, incosciente, innocente. Bovarista deleteria. Racconto di me, chi sono, cosa penso, sbaglio e rattoppo!

_A_piedi_scalzi_

qui dentro, sei molto più eloquente

LA PAGINA DI NONNATUTTUA

La strada giusta è quel sentiero che parte dal Cuore e arriva ovunque

lepoesie

tuttomio (e non solo)

Comesecifossi

negozio di parole

nondefinitivo

Under Construction

La Mela sBacata

qualche spicchio di me: pensieri caotici in ordine sparso

Lady Nadia

Racconti, poesie e molto altro ancora ...