Valentina

giugno 8, 2012 § 17 commenti

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Valentina          Almost fetish

Mani adunche facevano scivolare delicatamente le calze velatissime al reggicalze, un sapiente movimento, e le gambe erano pronte. Valentina si preparava ad uscire, la giornata si prospettava impegnativa: doveva chiudere un grosso affare con una holding di petrolio. Tailleur nero, scuro come la sua faccia concentrata, la grossa borsa porta documenti. Era pronta, uscendo indossa le decolletè nere, a punta, consapevole che deve sembrare molto determinata eppure donna…

Scese in strada, decisa spavalda, un taxi si fermò con uno stridio di freni.
Mentre la macchina si districava nel traffico , la sua mente cercava di prevedere quello che l’aspettava . L’affare era molto grosso e sarebbe stato un bel colpo per la sua carriera , in effetti era la prima volta che trattava un accordo di quelle dimensioni. Un pensiero la sfiorò velocemente “perché proprio io ?..Perché il direttore mi ha dato questo incarico?” ma fu un attimo e il suo ego la portò a valutare i vantaggi della transizione, percentuali , premi di risultato.

Durante il tragitto nella sua mente già scorreva in anteprima il discorso che avrebbe fatto capitolare gli interlocutori a suo favore, quando il suo cellulare vibrò. Lo estrasse dal reggicalze facendo attenzione a non sciupare i collants, ed annoiata rispose. Dall’altro capo una voce maschile:

“Ti sto aspettando. Ho già dato disposizioni ad Hammad.”

“Ma chi è lei? Cosa vuole? Ci conosciamo?” “ Dove credi di andare? Noi due dobbiamo parlare.”

E d’improvviso interruppe la comunicazione.

L’appuntamento era in una zona elegante della città , al suo arrivò valutò l’edificio, una splendida palazzina inizio ‘900 con bandiere esposte e due uomini robusti controllavano l’ingresso.
La macchina si fermò ed un uomo con decisione aprì lo sportello senza dire una parola, attese che io fossi scesa e mi face segno di seguirlo oltre la soglia e mi accompagno in uno studio arredato con gusto , un cenno per farmi capire di accomodarmi e svanì tirandosi dietro la porta. Lo sguardo correva ad accarezzare mobili antichi e tappeti pregiati.

Qualche minuto di attesa ed ecco apparire la persona che aspettavo, vestito elegantemente , 35enne , carnagione olivastra , lineamenti arabi. Dopo le presentazioni , Hammad iniziò la lettura delle clausole contrattuali, ma la mia mente era distratta “una donna a trattare un accordo con un arabo?” ” Gli arabi normalmente rifiutano di parlare con le donne di affari”. L’uomo notò la mia distrazione ed interruppe la lettura. I suoi occhi scorrevano sul mio corpo, si fermavano sulla mia scollatura , scivolavano sulle mie gambe , soppesavano ogni centimetro delle mie gambe fasciate dalle autoreggenti, si fermarono sulle mie scarpe …sembrava non se ne volesse più staccare.. poi improvvisamente “ma lei calza una creazione Meliani”. Rimasi sorpresa della sua affermazione , della sua competenza in calzature ed inizio ad osservarlo meglio. I suoi gesti erano misurati , le sue mani curate ed affusolate terminavano al polsino della camicia trattenuto da splendidi gemelli. Il volto regolare era come offuscato da occhi neri profondi…un brivido mi saliva dalle caviglie correndo sotto alle calze per arrivare fino oltre la zona elastica delle autoreggenti dove si trasformava in calore. Un leggero tremito mi tormentava il labbro inferiore …il mio impaccio era evidente… Lui si alzò e prendendomi una mano mi accompagnò ad un grande divano per mostrarmi delle brochure …Il mio respiro si faceva sempre più corto , una insolita ansia mi pervadeva… Lui come distrattamente si accucciò su di me …sentii la sua mano che scivolava sulla caviglia e mi levava una scarpa … Il mio cuore ebbe un sussulto…la mia mente cercava di valutare la situazione…ma ero soggiogata ..non avrei potuto resistergli. Lui si staccò improvvisamente da me , portò la mia scarpa al naso e la annusò con sommo piacere e con ingordigia negli occhi e… “non posso resistere a queste scarpe , è più forte di me “… Valentina lo lasciò fare. Non aveva mai vissuto una simile situazione, ne era sopraffatta… incuriosita e priva di difese…

Il corpo di Valentina fremeva , la voglia saliva ad ondate, le cosce si stringevano come dotate di volontà propria . Lei seguiva tutti i movimenti dell’uomo aspettava un segno …una muta richiesta . Lo vide avvicinarsi , le sue labbra si prepararono ad attenderlo, qualche spasmo percorreva il suo corpo…senti il suo respiro.. La mano scendeva ..verso ..la sua ….. caviglia le liberò il piede dalla scarpa rimasta … Lei aspettava impaziente ..la mente era sconnessa dal mondo esterno…solo le sensazioni avevano spazio.. L’uomo si avvicinò alla scrivania con le due scarpe in mano.. “L’unica clausola per firmare il contratto: io devo avere le sue scarpe” Valentina era esterrefatta…

Non riusciva a capacitarsi , quell’uomo la aveva portata in quello stato di eccitazione pura e lui si interessava esclusivamente alle sue scarpe senza pensare alle richieste esplicite del suo corpo.

Firmò le carte che le furono messe davanti…era in stato catatonico .. Ogni tanto il suo corpo era scosso da brividi inconsulti, raccolse le sue carte e quello che rimaneva di lei… Uscì a piedi scalzi , scese le scale lentamente….il suo corpo la sollecitava…non le era mai successo niente di simile .. Le pesava camminare ..le sensazioni la avevano portata al limite …in un modo esasperato . I suoi piedi sentivano il freddo del marmo …non si capacitava di avere nella borsa un contratto firmato che le avrebbe portato promozioni e denaro ..

Valentina adesso aveva bisogno di altro ..ne aveva un bisogno assoluto …non aveva mai pensato che si potesse arrivare a tanto …doveva superare il limite ..ne sentiva il bisogno fisico…. Sali sul taxi che l’aveva aspettata ….biascicò un indirizzo…il tassista non capiva .. Valentina lo ripeté scandendo le parole …era persa nel suo mondo, i pensieri la portavano lontano …non riusciva a stare aggrappata alla realtà ..il suo corpo era sconvolto ..aveva bisogno di trovare una pace ..una soddisfazione .. I piedi coperti solo dall’estensione delle calze autoreggenti erano punzecchiati dalle fibre dei tappetini da poco prezzo …sentiva un fastidio esasperato. La macchina si fermò . Valentina fece cenno di attenderla , quello era l’indirizzo giusto …avrebbe trovato quello che cercava .. Un aitante giovanotto le si fece incontro, le sorrise …capì immediatamente di cosa aveva bisogno …e lui era proprio li per soddisfarla … Valentina si rese conto che il momento stava per arrivare … La sua mente aprì la porta per far entrare le nuove sensazioni, il suo corpo riprendeva vigore , una dolce euforia la avvolse . Valentina sentiva il calore che le saliva mentre le abili mani del giovane facevano il loro dovere … La bocca di Valentina si apri e sgorgarono le parole tanto agognate “Queste scarpe vanno proprio bene , sa quelle che avevo mi stringevano un po’”.

Il commesso cinse il suo piede, e infilò le agognate decolletè… Valentina sentì quel brivido, quel sommo piacere. Si alzò per osservarne l’effetto sulla sua caviglia sottile, graffiata dalla smagliatura della calza. L’effetto era sublime però… “Giorgio, stavolta prenderò queste Dior.” Cambiare il modello e il colore allontanava da lei il ricordo di quel attimo rubato… “Domani lo incontrerò ancora…” pensò, pagando il conto..

To be continued…

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